L’Internet delle cose (Internet of Things) è un’evoluzione dell’uso della Rete: gli oggetti (le “cose”) si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza comunicando dati su se stessi e accedendo ad informazioni aggregate da parte di altri: basti pensare a sveglie che suoneranno prima in caso di traffico, le scarpe da ginnastica trasmetteranno tempi, velocità e distanza per gareggiare in tempo reale con persone dall’altra parte del globo….

Non è fantascienza, ma a breve tutti gli oggetti potranno acquisire un ruolo attivo collegandosi alla Rete e si allargano i campi di applicazione dall’industria, alla logistica, alla mobilità.

Gli oggetti integrati con tecnologie protocollari (Protocolli IP) saranno in grado di dialogare con i nodi della rete Internet: integrandosi con essa si dovranno utilizzare IP univoci (IPv4 è il protocollo utilizzato per avere 4,3 miliardi di indirizzi univoci al quale succede l’IPv6, che permette di raggiungerne il doppio).

Le aree in cui l’IoT trova applicazione sono:

  • Domotica
  • Robotica
  • Avionica
  • Industria automobilistica
  • Biomedicale
  • Monitoraggio in ambito industriale
  • Telemetria
  • Reti wireless di sensori
  • Sorveglianza
  • Rilevazione eventi avversi
  • Smart grid e Smart City
  • Sistemi Embedded
  • Telematica

Mentre la maggior parte degli esperti di tecnologia ritengono che l’IoT sia un passo verso un mondo migliore, studiosi e sociologi rimangono dubbiosi circa gli sviluppi della rivoluzione dell’ubiquitous computing.

Le maggiori critiche ricevute dall’IoT riguardano la sicurezza e la privacy, ecco in che modo:

SICUREZZA: coinvolge soluzioni che salvaguardino le aziende e le loro “cose” da attacchi di pirati informatici, e in futuro si presenterà sempre più la necessità di antivirus/ sistemi di protezione anche per oggetti diversi dai computer.

In effetti l’IoT si sta sviluppando molto rapidamente senza considerare a sufficienza le conseguenza sulla sicurezza: un’analisi condotta da BI (Business Insider) Intelligence Survey, nell’ultimo quadrimestre del 2014 rileva che il 39% degli intervistati ritiene la sicurezza e la possibilità di attacchi cibernetici come i problemi più urgenti da risolvere

PRIVACY:

I problemi inerenti alle applicazioni IoT riguardano principalmente:

  • Consenso dell’utente: gli utenti devono poter dare consenso informato al raccoglimento di dati.
  • Libertà di scelta: sia la normativa sulla privacy sia quelle ad essa correlate devono promuovere la libertà di scelta.
  • Anonimato: le piattaforme dell’IoT non considerano a sufficienza l’anonimato dell’utente  durante la trasmissione dei dati. In futuro saranno più utilizzate piattaforme come TOR o simili per  non profilare in modo troppo dettagliato i comportamenti degli utenti

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