Il 2016 è stato l’anno della svolta per lo SMART WORKING in ITALIA: Il Disegno di Legge del Governo approdato in Parlamento ha permesso ad un terzo delle grandi imprese (il 40%) di approntare progetti di Smart Working coinvolgendo oltre 250 mila lavoratori. Il lavoro “agile” si presenta un fenomeno in forte aumento, come dimostrato dall’Osservatorio annuale della School of Management del Politecnico di Milano passando dal 17% dello scorso anno, al 30% di quest’anno (a cui si aggiunge l’11% che dichiara di lavorare secondo modalità “agili” pur senza aver introdotto un progetto sistematico).

Lo Smart Working ha un effetto positivo concreto sull’engagement delle persone: oltre un terzo del campione si sente di contribuire positivamente alla creazione di un buon clima aziendale e oltre il 40% degli Smart Workers è entusiasta del proprio lavoro. Una valutazione che vale in particolar modo per le donne Smart Workers, per cui il livello di soddisfazione è maggiore del 35% rispetto a quelle che lavorano in modo tradizionale.

Gli Smart Workers sono alla base dei progetti aziendali di lavoro “agile”, per cui il Management aziendale basa il sostenimento delle attività coinvolgendo i collaboratori come segue:

  • allineamento rispetto alle priorità aziendali e agli obiettivi delle persone coinvolte
  • uno stile di leadership che preveda coinvolgimento dei collaboratori nel processo decisionale e delega ai collaboratori
  • comportamenti delle persone caratterizzati da proattività e intelligenza collaborativa

Tanti sono i settori aziendali che il progetto di Smart Working coinvolge: la funzione HR che interagisce nella con la funzione IT, il facility management e il top management.

Un progetto di Smart Working inoltre non si può definire tale se non include la flessibilità del luogo di lavoro, di orario, la riorganizzazione degli spazi e la creazione di un sistema di performance management per obiettivi.

Infatti lo Smart Working richiede servizi di social collaboration, per la mobilità, l’accessibilità e la sicurezza e le workspace technology, tutte quei tools tecnologici sia hardware che software che supportano il lavoro in mobilità e rendono possibile la comunicazione, la collaborazione e la condivisione di conoscenza a prescindere dalla presenza fisica in un determinato luogo di lavoro.

Per consentire un ottimo funzionamento di tutti i principali aspetti di un progetto di Smart Working l’azienda dovrebbe porre più attenzione a:

 

 

Fonte: CORRIERE.IT/ECONOMIA – “Smart working, presente nel 30% delle imprese. Oltre 250mila i lavoratori ‘agili’ ” di Irene Consigliere